Marco Tardelli ... dalla nazionale all' Inter |
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Un percorso insolito, il suo. Non da una grande squadra alla Nazionale,
come è toccato agli altri prima di lui. Ma in senso inverso, dalle panchine azzurre a
quella dell'Internazionale. Un salto in alto che ha il sapore della sfida, della sua
voglia forte di provare sempre nuove emozioni. Anche in questa occasione, però, Marco
Tardelli dimostra di avere carattere e le idee chiare: "Sono pienamente consapevole
di aver fatto una scelta difficile, impegnativa. Ma è naturale che si debba guardare
avanti e puntare sempre più in alto, senza porsi troppi interrogativi e senza timore di
intraprendere nuove avventure. Se uno che fa questo mestiere ha paura è meglio che non
cominci neppure".
L'ex campione mondiale dell'82 porta con sé un ricco bagaglio di esperienze: sia come
giocatore che come allenatore. "In tutti questi anni ho avuto modo di conoscere molte
persone, soprattutto tecnici, che mi hanno formato insegnandomi un sacco di cose. Questa
esperienza ora mi sarà molto utile, mi servirà sicuramente anche ad affrontare i momenti
difficili, se e quando dovranno arrivare. Resta il fatto che quest'impegno, oltre ad
essere molto stimolante, ha anche il fascino di tutte le cose nuove, non avrei potuto
rinunciare".
Non è la prima volta, comunque, che Tardelli siede sulla panchina di un club: prima il
Como, poi il Cesena. "Ma l'Inter è tutta un'altra cosa, finora al massimo avevo
allenato solo fino alla serie B. Ora, invece, mi è capitata la grande occasione: una
grande squadra, in una grande città, con grandi ambizioni. Ci sarà molto da lavorare, ma
non mi tirerò certo indietro, tutto questo mi piace da morire".
Con l'Under 21 campione d'Europa è riuscito a formare un solido gruppo lavorando con i
giovani, chissà che a Milano non voglia ritentare: "Ci proverò, lavorare con i
giovani è bellissimo, ti regala delle sensazioni straordinarie. E in molti casi anche
grandi soddisfazioni. Certo, non è proprio la stesso, una cosa è la Nazionale, altra
cosa è una squadra di club. Ma anche in questa mia nuova esperienza cercherò di portare
lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di faticare divertendoci, col sorriso sulla
faccia".
Una scelta allettante, logica per un tecnico capace come lui. Ma pur sempre una sfida.
"Le sfide mi sono sempre piaciute. Sempreché, ovviamente, non siano impossibili.
Carattere e temperamento, poi, non mi sono mai mancati". Da giocatore ha vinto tutto,
da tecnico ha conquistato un titolo europeo. La voglia è quella di continuare. "Mi
porto dietro ricordi bellissimi, indimenticabili. Ho vissuto momenti che mi piacerebbe
sicuramente ripetere. E giuro che farò di tutto per riuscirci". Tra l'altro,
nell'Inter Tardelli ritrova l'amico Lele Oriali, suo compagno di squadra ai Mondiali
dell'82: "Sono contento, abbiamo condiviso in maglia azzurra esperienze esaltanti,
quasi vent'anni dopo speriamo di poter fare altrettanto con quella nerazzurra".
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La schedada Marco Tardelli è nato a Capanne di Careggine (Lucca) il 24 settembre
1954. Da giocatore, utilizzato inizialmente come terzino destro, ha debuttato nei
campionati professionistici a diciotto anni, in serie C con il Pisa, dove si mise subito
in luce. La sua consacrazione come uno dei migliori giovani in assoluto del calcio
italiano avvenne appena due stagioni dopo, nelle file del Como in serie B. L'Inter di
Fraizzoli gli mise gli occhi addosso e stava per prenderlo ma fu bruciata sullo sprint
dalla Juventus di Boniperti, dove Tardelli rimase per dieci anni: dal 1975 all'85. In quel
lungo periodo conobbe solo due allenatori: Carlo Parola nella prima stagione bianconera, e
Giovanni Trapattoni in tutte le altre. E fu proprio quest'ultimo, ora approdato alla guida
della Nazionale, a spostarlo dalla difesa al centrocampo, in un ruolo nel quale Tardelli
ha dato il meglio di sé vincendo cinque scudetti, Coppa dei Campioni, Coppa delle Coppe e
Coppa Uefa, una Supercoppa europea e due Coppe Italia. Chiuso il decennio alla Juve,
Tardelli passò all'Inter, dove rimase per due stagioni prima di concludere (nell'87-88)
la carriera in svizzera. Prestigioso anche il suo palmarès in azzurro. Con la Nazionale,
infatti, vanta 81 presenze e sei gol. Ha partecipato inoltre a due Mondiali conquistando
un quarto posto nel 1978 ed un titolo iridato nell'82. |