IL FUTURISMO
Il futurismo è la prima avanguardia artistica italiana. I suoi
simboli divengono la macchina e il lavoro industriale. Questo movimento si diffonde poi
dall'Italia anche in Inghilterra e in Russia. Nasce come movimento letterario nel 1909,
anno in cui Filippo Tommaso Marinetti ne pubblica il Manifesto su <<Le
Figaro>>, a Parigi. AL 1910 risalgono il Manifesto dei pittori futuristi e il
Manifesto tecnico della pittura futurista, firmati da Umberto Boccioni, Carlo
Carrà, Luigi Russolo, Gino Severini e Giacomo Balla.
I futuristi avanzano un violenta polemica contro il passantismo, termine con il quale
indicano la cultura tradizionale, e propongono nu rinnovamento totale. La loro
poetica si ispira alla vita moderna dominata dai miti della velocità e del progresso. Il
linguaggio di ciascun artista, si fonda su un intento comune che è quello di formulare
uno spazio dinamico, per loro gli oggetti in movimento si moltiplicano e si trasformano.
La modificazione, determinata dal moto, coinvolge simultaneamente le cose e lo spazio,
determinando la loro compenetazione. Oltre all'esistenza di un moto relativo, essi
sostengono quella di un moto assoluto insito in tutta la realtà, che definiscono
<<dinamismo universale>>. Di conseguenza, un corpo fermo si muove come uno che
si sposta. Il dinamismo ispira la scomposizione delle forme e dei colori. I futuristi
frammentano la rappresentazione per ricomporla in una vorticosa sintesi, ponendo lo
spettatore non più davanti ma al centro del quadro.