IL  ROMANICO

Lo stile romanico si sviluppa tra il decimo e il tredicesimo secolo, ma viene definito romanico nel diciannovesimo perché le tecniche costruttive si rinnovano riprendendo dalla tradizione classica romana anche se in modo semplificato; esso quindi si evolve in un periodo di passaggio tra l’alto e il basso medioevo, nel periodo in cui nascono i liberi comuni, la borghesia dei mercanti e le lingue volgari. In quel periodo ci fu una grande fioritura di chiese in ringraziamento a Dio, dopo i terrori dell’anno mille: le ultime invasioni dei Vichinghi e degli Ungari e le scorrerie dei Saraceni, le paure per la fine del mondo.
Il monumento tipico dell’arte romanica è infatti la chiesa cattedrale che sorge nel centro della città imponendosi alle abitazioni circostanti. La cattedrale rappresenta il centro della vita della comunità e della religiosità, dove si svolgono le più importati cerimonie religiose e civili. Gli elementi più importanti della cattedrale sono in generale l’arco a tutto sesto, i pilastri e le colonne, la volta a crociera e la volta a botte. Inoltre la facciata è caratterizzata da tetti poco inclinati e da strette finestre, il portale è riccamente decorato con sculture rappresentanti scene religiose e animali selvatici. Al centro della facciata, in alto, è quasi sempre presente un rosone. La pianta è a croce latina, generalmente divisa in tre navate. Per la costruzione venivano usati materiali semplici e magari di recupero tratti da monumenti semi distrutti: colonne, capitelli e architravi. L’interno è talvolta intonacato e poi dipinto a fresco. La chiesa romanica ha un aspetto solido e gli storici dell’arte parlano di “un buon equilibrio tra i vuoti e pieni.”
La pittura rappresenta scene tratte dalla bibbia perché in questo modo i poveri, gli analfabeti, potevano capire il sacro libro guardando le immagini. Per questo le chiese avevano spesso le pareti affrescate e decorate. L’affresco nelle chiese romaniche sostituisce il mosaico delle chiese paleocristiane, perché è più economico e più semplice da realizzare ma non è frequente come nelle chiese gotiche. Si realizza stendendo inizialmente un intonaco grossolano e su di esso uno più leggero. Sopra a questo si comincia a disegnare i contorni con un solo colore, in genere rosso. Sul contorno viene poi applicato uno strato di sabbia molto fine e di calce. Successivamente il pittore dipinge con colori mescolati ad acqua.
Nella pittura romanica le figure sono realistiche e si ispirano al mondo della natura. Hanno forme solide e robuste, sono spesso drammatiche. I colori vengono usati in maniera arbitraria. L’immagine del Cristo è collocata in genere nel catino dell’abside centrale mentre la Vergine in quelle laterali. Nella parte occidentale è rappresentato il Giudizio universale.
Un’altra forma di pittura in epoca romanica è quella della miniatura. La miniatura era usata negli scritti a uso liturgico o nei libri offerti in dono.

        Gli elementi del romanico

- La pianta delle chiese romaniche è normalmente a croce latina, a tre navate, però esistono anche chiese ad una navata sola, longitudinale semplice, ed a pianta rotonda.
- Il portale, costituito da un arco a tutto sesto, generalmente è strombato, cioè svasato verso l’esterno, ed è riccamente decorato con sculture raffiguranti scene religiose o animali simbolici e con fasce decorative di tipo geometrico o floreale. Alcune chiese hanno davanti al portale un quadriportico, oppure un protiro, una costruzione che orna, copre e sottolinea il portale.
- Le finestre sono, alte e strette e, normalmente, strombate. Possono essere bifore o monofore.
- I materiali sono, di solito, poveri; generalmente si usavano materiali reperibili sul posto come ciottoli di fiume, pietra, cotto o materiali riciclati da monumenti romani (colonne, capitelli, ecc.); essi erano usati spesso a vista, all’esterno, senza intonaco. Le pareti all’interno erano intonacate e poi affrescate.
- Gli archi sono solitamente a tutto sesto, cioè a semicerchio, di derivazione romana.
- All’interno, nelle chiese romaniche, per reggere gli archi e le volte a botte, si usano i pilastri che solitamente sono polistili, cioè formati da più colonne. Le colonne si usano soprattutto nelle cripte e nei matronei e sono spesso di recupero.
- I capitelli sono in genere di funzione decorative e sono decorati con bassorilievi costituiti da animali fantastici o da motivi vegetali. Su di essi appoggiano gli archi. Spesso vengono utilizzati capitelli dei templi romani, ionici o corinzi.
- I tetti sono in genere a due falde, poco inclinati. I soffitti possono essere a capriate (strutture architettoniche lignee a forma di triangolo isoscele poste a sostenere le falde del tetto a doppio spiovente) ma più spesso sono costituiti da volte a botte, formate da una struttura semicilindrica poggiante su due muri paralleli, e da volte a crociera, derivanti dall’intersezione di due volte a botte.
- Le decorazioni sono costituite da:
1. archetti pensili: in genere di mattoni sporgenti e colorati che possono essere in fila oppure incrociati;
2. loggette pensili: finte logge che si trovano sulla facciata, sotto il rosone oppure sull’abside;
3. rosone: ampia finestra circolare somigliante ad un fiore caratterizzato da motivi ornamentali disposti a raggiera (archetti e colonnine) che si trova al centro della facciata della chiesa romanica o gotica;
4. fregi di mattoni: cornici di mattoni in rilievo, che si trovano su superfici lineari e spesso anche sull’abside; di solito il motivo ornamentale viene realizzato con mattoni di diversi colori.
- Le lesene sono semipilastri appoggiati ad una parete, a volte sporgenti a base di capitello, altre volte decorate, può servire anche come rinforzo; nelle chiese romaniche sulla facciata scandiscono la divisione tra le navate.
- Il matroneo è luogo riservato alle donne, che nelle basiliche a pianta longitudinale si trova sulle navate laterali e si affaccia su quella centrale, nelle chiese a pianta centrale si affaccia sul vano della cupola.
- La cripta è un ambiente che si trova sotto il presbiterio della chiesa dove ci sono i resti del santo cui è dedicata la chiesa; nella cripta potevano anche essere sepolti i prelati o altri personaggi di rilievo religioso o politico; la cripta a volte è grande come una chiesa.
- Il pulpito è una struttura di legno, marmo o pietra, in genere a pianta poligonale, destinato, nelle chiese, al predicatore; può essere autonomo o addossato ad una colonna fuori del presbiterio. È decorato con bassorilievi o altorilievi.