CUCITURA A MANO DEI PALLONI DI CUOIO

In tutto il mondo 250 milioni di bambini tra i cinque e i quattordici anni si guadagnano da vivere lavorando. Un milione di bambini in Pakistan, Nepal e India sono stati venduti come schiavi a  fabbriche, fattorie e laboratori artigianali per compensare la restituzione di debiti. Molti devono il loro destino a piccoli debiti contratti dai genitori. Debiti che diventano impossibili da restituire: con interessi che arrivano fino al 1200 per cento all'anno, nessuna quantità di palloni cuciti a mano potrà restituire quel denaro. In India, secondo le stime delle Nazioni Unite, i bambini che, invece di andare a scuola, sono costretti a lavorare sono oltre 97 milioni, quasi il 4 percento della popolazione. Di questi, circa 30 mila sono impiegati nella produzione di palle, palloni, guantoni da  baseball o da pugilato. Gli sport che utilizzano palloni cuciti a mano sono il calcio, la pallavolo, il rugby. Ma anche il baseball e il cricket. L'India ha esportato palloni per 29 milioni di dollari, poco meno di 50 miliardi di lire. Ma in totale le attrezzature sportive portano all'India almeno 100 miliardi. Nel vicino Pakistan, invece, ha sede la più importante "football-beit" (cintura del pallone da calcio): intorno alla cittadina di Siaikot ci sono migliaia di fabbrichette che producono 1'80 per cento dei palloni di cuoio di tutto il mondo. In totale, 35 milioni di sfere, quasi tutte esportate. Oltre ai palloni l'altro prodotto che dipende dal lavoro dei bambini è il tappeto: nello stato dell' Uttar Pradesh in India, sono trecentomila i bambini che tessono sottopagati e sfruttati.

Stefania Butti
     

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