Chansoneta farai vencut |
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| Non ci si può improvvisare
cavalieri da un momento all'altro! Un certo Orlando ha voluto provarci lo stesso, ma i risultati furono, naturalmente, molto deludenti. Un giorno, un ragazzo di nome Orlando amante del Medioevo, decise con due suoi amici: Oliviero e Turpino di rievocare quel tempo, organizzando un vero torneo medioevale con tanto di pulzella in premio. Contattò un nobile francese proprietario di un antico castello, e questi accettò, nonostante le resistenze della figlia che non voleva sposare il primo venuto. Intanto i cavalieri decisero di cominciare gli allenamenti. Quando Orlando, dopo immensi sforzi, riuscì a mettere l'armatura era talmente appesantito che nel camminare verso il cavallo cadde tré volte e tré volte tutti insieme i suoi amici dovettero rialzarlo. Quando tentò di montare sul cavallo, cadde dall'altra parte' e dovette riprovare, ma ci vollero dieci tentativi prima che riuscisse a rimanere seduto sulla sella, e quando poi i suoi amici, con una carrucola, gli passarono Durendal, come la prese in mano, piombò a terra con grande sollievo da parte del cavallo. Intanto Oliviero e Turpino si allenavano con la spada. Ci vollero due settimane di allenamento prima che riuscissero a brandirla senza farsela cadere sui piedi dopo pochi centimetri di sollevamento. Ogni tanto i cavalieri provavano a duellare, per essere più allenati nel vero torneo. 1 duelli duravano ore, non perché entrambi i combattenti fossero bravissimi, ma perché ogni colpo durava un Winuto, più le pause per riposarsi le braccia. Insomma, non si può proprio dire: "Chi ben comincia è a metà dell'opera"! Intanto il nobile francese arruolava nuovi concorrenti: francesi, spagnoli, tedeschi, fiamminghi, persino un algerino (saraceno); dopo qualche mese sì era arrivati a 35 concorrenti e il nobile decise che non avrebbe superato i quaranta. Per il saraceno le cose andavano molto meglio; riesumò una vecchia armatura luccicante d'oro, appartenente alla sua famiglia da secoli, la fece lucidare e acquistò uno splendido de- striere di razza araba, nero come un gabbiano caduto in mare vicino ad una petrolie- ra affondata: Faceva tutta un'altra impressione questo cavaliere vestito d'oro, che correva veloce maneggiando agilmente una scimitarra. I tre amici si sarebbero certamente scoraggiati, se lo avessero visto. Dopo due mesi di duri allenamenti, i cavalieri erano pronti per il torneo. Tutti si erano vestiti con abiti dell'epoca, e una cantante intonava la "Chansoneta farai vencut" di Raimond de Mirava! (sec.xllj. I tré protagonisti riuscirono ad ottenere di saltare le eliminatorie e accedere subito alfa fase finale del torneo. Uno squillo di tromba annunciò l'inizio della prima prova: fa corsa a cavallo, nella quale l'ultimo cavaliere sarebbe stato eliminato. Tutti i cavalieri impiegarono dieci minuti prima di riuscire a salire sul cavallo; ma alla fine, in un modo o nell'altro, la corsa partì. Molti cavalieri caddero a metà strada e persero altri dieci minuti per risalire; altri riuscirono a stare in sella, ma comunque molto lontani dal saraceno, che in breve doppiò tutti e vinse la gara. La seconda prova consisteva nel tiro con l'arco e non andò meglio della precedente: per poco non venne colpita la figlia del signore. In questo caso fu difficilissimo determinare il vincitore, perché ci vollero numerosi spareggi e calcoli per determinare chi non fosse il peggiore e si dovette usare un bersaglio del diametro di tré metri per capire chi tirasse le frecce meno (ontano dal centro. Naturalmente, il saraceno fece solo centri perfetti, e se sbagliò di due centimetri ('ultimo colpo fu solo perché il centro era così affollato dalle sue frecce che altre non ce ne stavano proprio. La terza prova consisteva in un percorso, composto da un tunnel, un'asse di legno da scalare, un'asse di equilibrio, una pozza, una siepe da attraversare con la spada e un ostacolo da saltare. Molti concorrenti rimasero incastrati nel tunnel, altri impiegarono due ore per scalare l'asse, anche se aiutati dai compagni; altri dovettero rifare trenta volte l'asse di equilibrio prima di riuscire a superano. Qualcuno cadde nella pozza e non riuscì più a riemergere per il peso dell'armatura, uno perse l'orientamento all'interno della siepe, che era larga soto quattro metri e cominciò a tagliare per i! senso della lunghezza; uscì venti metri più a destra, dopo mezz'ora. Tempo del saraceno: ? 15' 57" 34°° Dopo quattro ore alcuni concorrenti non erano ancora arrivati e il signore decise di squalificare tutti i concorrenti che non erano riusciti, senza aspettare gli ultimi. Rimanevano 33 concórrenti in gara e bisognava eliminarne un altro; alla fine di lunghe discussioni si optò per il sistema della pagliuzza. Chi prende la più corta ha perso! Dichiarò una guardia. Il saraceno prese la più lunga. Ormai erano le nove di sera e il rè dichiarò la fine delle eliminatorie, invitando tutti a pranzo. Il pranzo fu in stile medioevale e Orlando, assaggiato il primo boccone di coniglio, sputò tutto disgustato; ciò tuttavia non disturbò gli altri commensali, perché erano anch'essi impegnati nell'eseguire il medesimo gesto. Per fortuna le altre pietanze erano migliori del coniglio. Un gruppo di giullari allietava il pranzo con numeri di equilibrismo, giocoleria e cantando alcune canzoni medioevali. Quando arrivarono alla "Chansoneta farai vencut" un silenzio di tomba piombò sulla sala. Invece alla canzone successiva il regolare rumore riprese e Oliviero chiese se quella canzone non era rinascimentale, ma gli altri ne sapevano quanto lui. Orlando disse che con quel saraceno l'esito del torneo era scontato e Turpino propose di scommettere dei milioni su di fui, perché i favoritissimi perdono sempre quando scommetti tanto sulla loro vittoria, ma gli amici non lo ascoltarono. Il giorno dopo Orlando si fermò a guardare un tappeto nel castello e disse che era un Ta-briz; ma Oliviero, dopo un'attenta osservazione con aria da esperto proclamò: - IMain, senza dubbio Nain.i -. Turpino obiettò: - Sono sicuro, è un Saruq -. In quel momento arrivò la figlia del nobile e disse: - Vi piace questo Heriz? -Mentre dall'altra parte arrivava suo padre esclamando: - Tutti intorno al mio Kilim! - I sei cominciarono a discutere animatamente sull'identità del tappeto........ (continua alla prossima puntata) |
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