Driiin!! La
campanella segna le 13.30: è l'ora della mensa. Finalmente possiamo rifocillare i nostri
stomaci, rianimare le nostre povere meningi sfruttate al massimo nelle ore di matematica,
rilassare i muscoli delle nostre gambe ormai distrutte dalle ore di ed. fisica e far
riposare i nostri poveri neuroni snervati dalle uggiose ore di storia e di italiano.
Ma siamo proprio sicuri che la mensa sia così attesa da noi poveri studenti decimati da
cinque strazianti ore di lezione? Una cosa è certa: una percentuale del "popolo de-
gli affamati" si dirige verso la mensa sapendo di lasciare a digiuno per l'ennesima
volta i loro poveri stomaci o al massimo di saziarli con una porzione di cibo che a stento
sazierebbe un cucciolo di criceto. Questi intendono la mensa più come un luogo di
divertimento che come luogo e momento di ristoro.
Per altri che invece, pur di sfamarsi mangiano di tutto a partire dal primo fino ad
arrivare al dolce, la mensa non è un problema. In questi casi si possono trovare
tavoli con piatti straccimi di cibo e ragazzi che continuano a richiedere bis e tris e che
a volte "fregano" il vitto ai compagni.
Ma adesso, dopo avervi dato alcuni flash sui comportamenti di vari ragazzi, vediamo di
riportare alla luce qualche informazione più specifica sulla mensa con una ricerca più
approfondita e provando a sentire i pareri di alcuni prof. e di alcuni alunni che mangiano
in mensa, nonché proprio degli operatori delle mensa. Buon appetito!!!
Federica, Lorena, Jacopo - classe 3"D Giuseppe - classe 3°B
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