CRITICHE IN ARRIVO
Cari ragazzi,
Mi chiamo Don Angelo Riva, parroco di Villanova di Bernareggio. Non conosco nessuno di voi, (tranne Andrea B.) ma desidero ugualmente offrire qualche considerazione circa il vostro giornalino, che ho avuto la possibilità di leggere dal momento che mi è stato portato da un amico. Lo faccio anche perché alcuni alunni della vostra scuola partecipano alle attività della parrocchia, ove, nella catechesi e nell'educazione cristiana, propongo valori che non sono molto in sintonia con quanto ho trovato nella vostra pubblicazione. Ho indugiato molto prima di scrivere questa lettera; mi domandavo se ne valesse la pena, anche perché non conosco le motivazioni che vi hanno guidato nel redigere gli articoli di "Quelli che.., la scuola". Presumo però che il vostro giornalino debba costituire come una sorta di collegamento di tutte le attività e le classi della scuola; un'occasione perché ogni alunno possa esprimere liberamente le proprie opinioni anche in modo un po'' scanzonato, con uno stile adatto al linguaggio dei ragazzi. Insomma un giornalino che si lasci leggere volentieri. E penso che al riguardo ci siate riusciti pienamente. Anche il fatto di aver portato a termine cinque numeri è il seguo che vi siete impegnati bene. Non voglio però dilungarmi negli elogi perché suppongo ne abbiate già ricevuti molti. Vi consiglio anzitutto di riflettere sulla seconda lettera, firmata "anonima", di pag. 5. Leggete e rileggete le parole scritte da questa ragazza, vostra compagna. E' una ragazza che ha sofferto perché non si è sentita accettata e addirittura presa in giro dai nuovi compagni. Aveva delle difficoltà ed ha vissuto nell'anonimato queste sue sofferenze. Perché non ve ne siete accorti? Perché molti ragazzi e ragazze non sono più sensibili al dolore che "abita" accanto alloro banco di scuola? Interessantissimo, anche se troppo schematico, sarebbe potuto essere l'articolo riguardante "figlio unico". Avrebbe, a mio avviso, meritato approfondimenti più ampi. Le varie risposte hanno considerato prevalentemente l'interesse personale e le possibili fruizioni di cose materiali, mentre sono stati quasi del tutto dimenticati tanti aspetti umani; tra questi che avere fratelli ci può aiutare a vivere la condivisione, il dialogo, la fraternità, mentre essere figlio unico ti può capitare di avere per "fratello" solo un cagnolino o un gattino. Questo lo dico senza porre giudizi di merito sulle persone e sulle vostre famiglie. Vorrei invece proporre qualche sottolineatura critica circa alcuni contenuti di altri articoli riportati nel numero che ho sottomano. La mia vorrebbe essere una critica positiva, che aiuti a pensare più approfonditamente e a migliorare. Non abbiatene a male. Nelle prime pagine voi descrivete le attività svolte nei laboratori in modo succinto e a mio avviso estremamente sintetico. Penso proprio che questo aspetto, che attiene direttamente alla istruzione e formazione scolastica, meritasse qualche riga e considerazione in più. Del resto sono proprio il vostro "lavoro". Date invece l'impressione di aver "buttato lì" qualche riga tanto per dare qualche informazione. Ma mi domando: quanto interesse provate davvero per queste attività scolastiche? Le amate o le sopportate? Una occasione mancata per poter esprimere le vostre capacità, al di là dello specifico della scuola, poteva essere quella di una bella relazione circa una passeggiata scolastica. Mi riferisco all'articolo "la 38 in gita" a Trieste alle pagine 6-7. Mi sarei aspettato di leggere almeno qualche significativa considerazione su questa bellissima città del Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale, ricca di storia e di cultura e su quanto avevate potuto scoprire dal punto di vista artistico. Di questo niente di niente. Di questa città è rimasta solo una fotografia. Avete riportato la descrizione solo delle vostre giornate e delle notti con le solite sciocchezze e banalità, che immancabilmente sono presenti in tante passeggiate scolasti- che. Non penso che quanto avete riferito deponga a favore del vostro desiderio di conoscere cose nuove. Mi imbatto poi nell'articolo alle pagine 8-9 e mi lascio prendere dallo scoraggiamento. Ma come è possibile che tra tanti problemi che ci sono nel mondo e che toccano anche la vostra vita, problemi di povertà, miseria, emarginazione etc., anche problematiche che vedete ogni giorno alla TV o agli angoli delle nostre strade, voi proponiate addirittura un'inchiesta di ben due pagine, con tanto di petizione, per poter avere nella scuola una macchinetta per distribuzione di merendine ed altri pasticci del genere ?!!! Mi domando: sono queste le vostre più "grandi" attese? Se il Consiglio di Istituto dovesse negarvi questo vostro "sogno", proporrete una petizione al Presidente della Repubblica o una raccolta di firme per un referendum pro merendine? Per quanto riguarda l'articolo sui "belli" della scuola voglio porre qualche domanda in particolare a Stefano N. e Paolo Viteritti: per voi la bellezza è sinonimo solo di apparenza esteriore o di sex simbols? Non vi è mai passato per la testa che oltre all'esteriorità dobbiate considerare anche altre bellezze che sono più profonde e vere? Vi sono molti ragazze e ragazzi nella vostra scuola che forse in apparenza non saranno mai come Naomi Campbell o Leonardo Di Caprio, (sono ancora sulla breccia?) ma conservano nel cuore una bellezza inferiore splendida. Con il vostro articolo avete sottolineato solo le apparenze esteriori e non siete andati al di là dei vestiti firmati, delle strane pettinature, dei molti anelli e dei nei sull'inguine (sic!). Avrei pensato che dei ragazzi considerassero anche altri valori che rendono davvero "bella" una persona come la capacità di amicizia sincera, di verità, di lealtà, di disponibilità, di attenzione etc. Ma forse voi non ci siete ancora arrivati! Se contasse solo la bellezza esteriore così come viene propagandata dagli spot pubblicitari, alcuni, fortunati, sarebbero "a cavallo" per sempre mentre altri (ahimè, la maggioranza!) dovrebbero.., suicidarsi". Vorrei darvi un ultimo consiglio: abbiate almeno il pudore di non pubblicare le classifiche finali. Qualche ragazza delusa, imbottita di questa mentalità cosiddetta "moderna", potrebbe subire un trauma... irreversibile. Cari ragazzi, cercate meno esteriorità e frugate un po' di più nel vostro cuore. Vi troverete doni e risorse inimmaginabili. Non sprecateli ed impiegateli per la vostra crescita personale e a vantaggio degli amici. Imparate a rispondere con la vita alle attese di molte persone le quali si aspettano da voi, come quella ragazza "anonima" un gesto di attenzione, di rispetto e di tenerezza. Purtroppo "certe cose" non si imparano con i videogames, con la ricerca dell'esteriorità o abbandonandosi a tante sciocchezze. Si imparano invece con la riflessione, con uno studio serio e appassionato, coltivando una sensibilità inferiore, con l'ascolto dell'altro e cercando anche di essere un PC' meno egoisti. Vi ringrazio per avermi ascoltato. Con tanta amicizia.

don Angelo Riva

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