|
Il 14 febbraio 2002 è stato un giorno particolare per la nostra classe e per altre 3 prime, perché non siamo andati a scuola come sempre, ma abbiamo imparato in modo diverso: facendo una gita. La nostra destinazione era Torino, dove ci siamo recati per visitare il Museo egizio, con lo scopo di apprendere cose nuove sul popolo egizio e osservare "dal vivo" ciò che i nostri proff. ci avevano spiegato sotto vari punti di vista. RAGAZZI, CHE TEMPO ORRIBILE !!! Alle ore 7:15, rimbecilliti dal sonno, e sotto un "diluvio universale", siamo saliti sul pullman e ci siamo stravaccati sui sedili insieme al nostro/a compagno/a preferito/a. Ma è bastato poco per riprenderci!! Sia all'andata che al ritorno, ci siamo divertiti un sacco ascoltando musica, giocando col game boy, tirandoci palline e persino "messaggiando" al cellulare con un nostro compagno rimasto a casa. Alcuni di noi hanno approfittato dell' occasione per conoscere altri ragazzi o per approfondire l'amicizia con i compagni scoprendo altri lati del loro carattere. Raggiunto il Museo, abbiamo dovuto aspettare un'ora per iniziare la visita, intanto ci siamo precipitati nel negozio di souvenir: alcuni hanno svuotato il portafogli, altri sono rimasti a bocca aperta per il costo esagerato degli oggetti, e non hanno acquistato nulla. Ma ecco finalmente il momento più atteso della giornata; era il nostro turno! Alla conoscenza della guida tutto il nostro entusiasmo è svanito nel nulla, infatti alla maggior parte di noi è sembrata molto fredda nello spiegare, e poco coinvolgente. La guida, su suggerimento delle proff., ha seguito un determinato percorso, approfondendo le credenze religiose e il modo in cui venivano manifestate. Entrati nella prima sala, la guida ci ha mostrato una MASTABA: è una costruzione usata come tomba già prima delle piramidi. Questa mastaba, mal conservata, presenta sulla facciata una " falsa porta" che serviva per mettere in comunicazione il mondo reale con l'aldilà. Apparteneva a Iteti, un funzionario del faraone, che è rappresentato in una statua posata davanti alla mastaba. Abbiamo osservato con interesse molti sarcofagi di vario materiale e dimensioni, e abbiamo appreso che erano molto diversi a seconda della classe sociale: per i poveri erano casse di legno piccole e rozze, dove il corpo veniva sistemato rannicchiato, oppure sarcofagi lussuosi e decorati con geroglifici colorati, per i più ricchi. Ciò che ci ha maggiormente colpito, sono state però le mummie. Ci sono ad esempio le mummie di 3 sorelle, una delle quali in parte senza bende; sul suo corpo si vedono benissimo ancora oggi i denti ben conservati, i capelli e le unghie lunghe. Il corredo funerario dell'architetto Kha e di sua moglie Merit, che rappresenta l'esempio straordinario di un tomba inviolata, è sistemato in una stanza apposita.
|
|