prof. Ferrario: giusto per darvi l'idea di quanto la scuola sia cambiata e di quanto fosse migliore la scuola di una volta! In quarta e quinta elementare avevo un maestro, il quale aveva una moglie e una bicicletta. La mattina il maestro veniva a scuola in bicicletta, mi chiamava e mi diceva: "Tu che abiti dalle nostre parti, prendi questa bicicletta e portala a mia moglie che ne ha bisogno per fare la spesa. Mi raccomando non stare in giro, torna subito a scuola!" Io prendevo la bicicletta ed eseguivo. La moglie a sua volta mi diceva: "Verso mezzogiorno vieni a riprenderti la bicicletta: la riporterai a scuola e mio marito non dovrà farsi tutta quella strada a piedi". Così praticamente tutti i giorni o quasi. Non potete immaginare quanto fossi affezionato a quel maestro, non tanto per la fiducia che aveva in me, quanto perché fra un viaggio e l'altro se n'andava tutta la mattinata. La mia mamma era disperata, ma io ero felice: crescevo forse poco istruito, ma sicuramente sano e indipendente. Allora sì che la scuola formava gli individui e i maestri preparavano alla vita!
prof
Motta: quel giorno era in programma una verifica. Il mio compagno, acutamente direi, ha smontato la porta per fare uno scherzo alla prof. che quando è arrivata si è trovata con la porta completamente scardinata. Abbiamo perso un'ora intera per chiamare i bidelli e per trovare il colpevole. Conseguenza: addio verifica!!!!!!!!!!!
prof. Giachino:
nella scuola che frequentavo c'era un prof. di latino tanto severo quanto miope. Quel giorno doveva spiegarci delle versioni molto complicate e noi non avevamo nessuna voglia di stare attenti. Così alcuni miei compagni un tantino vivaci, prima che arrivasse il prof., sono saliti su alcuni banchi e hanno smontato il neon della luce. Di conseguenza il prof. non ha potuto fare lezione (WOW!!!)
Bidello Marino:
quando ero in terza media io e alcuni miei amici facevamo delle cose che non sono molto belle...Cose che voi ragazzi proprio non dovreste imitare!! Durante l'intervallo mettevamo il secchione della classe in un armadio, poi li davamo 100 lire e lui doveva cantare una canzone: insomma lo usavamo da juke-box!! Poi durante la lezione lo obbligavamo a stare ancora chiuso nell'armadio, stando zitto, e quindi a darsi per assente. (Attenzione: Marino grazie a queste sue "prodezze" è stato espulso dalla scuola!!!)
Bidella Rosaria Quando ero ragazza la nostra scuola si faceva all'oratorio. In uno di quelle tante noiosissime lezione è sbucato da sotto la porta un veloce e piccolo topolino...tutti si sono messi a indicare per terra e la prof. ha abbassato lo sguardo e....si è messa a urlare come una pazza, aiutoooooo! Un topo!! Dopodichè la prof è saltata a mò di canguro sopra la cattedra urlando come una forsennata e alzando di continuo la gonna. Poi è entrata la nostra suora e ha mandato via il povero topo che sembrava ancora più spaventato della prof. Abbiamo saltato almeno mezz'ora di lezione.
prof. Dall'Olio: quando io ero ancora una ragazza (tanto, tanto tempo fa) esisteva ancora la materia applicazione tecniche: le femmine ricamavano e i maschi costruivano circuiti elettrici. Io odiavo ricamare, mentre avrei preferito costruire circuiti elettrici. Quel giorno avevo sotto il banco una buona e profumata focaccina UNTA. Per distrazione avevo appoggiato il ricamo dove sopra c'erano delle ochette disegnate (che odiavo pazzamente) quando la mia prof. Mi ha chiesto di consegnare il ricamo, l'ho tirato fuori da sotto il banco: era sporco e untissimo, gocciolava olio da tutti gli angoli. La prof mi lanciò uno sguardo severo della serie "adesso le prendi" e poi mi fece la ramanzina più grossa che io abbia mai ricevuto. Da allora odiai ancora di più il ricamo e mi dedicai ai circuiti elettrici!!