Verso le 8.45 le penne cominciarono a tentennare e gli astucci a cadere senza motivi precisi. Gli occhi si girarono tutti verso il display che cominciò a lampeggiare:
- Emergenza terremoto - diceva - seguire la procedura 2b. La procedura 2b consisteva nell'infilarsi in capsule  di sicurezza, costruite in un materiale speciale, una sorta di plexiglass, ma molto più resistente. Nel caso queste, per cause ignote, non fossero state attivate, lunghi nastri trasportatori avrebbero portato la persona al teletrasportatore più vicino.
Quasi simultaneamente i ragazzi schiacciarono un bottone sul proprio banco e comparve questo marchingegno (chiamato informix) sul cui "parabrezza" era stato piazzato un display che si accendeva automaticamente, quando la capsula entrava in funzione.
La capsula di Andrea era l'ultima a destra; sul suo display c'era digitato:
- Motivi di attivazione dell'accensione della capsula:
- terremoto
- alluvione
- guerra

  • esercitazione.

Andrea schiacciò la scritta " terremoto ". Una voce robotica si mise a parlare:

State tranquilli, questa è una capsula scientificamente garantita che è stata usata anche per voli interspaziali. Se avete scelto terremoto, schiacciate il pulsante con la scritta "Leavitt" (salvataggio in lingua glanastra). Esso vi permetterà automaticamente di raggiungere la porta di entrata. Attenzione: è consigliato non servirsi dei teletrasportatori poichè sono molto sensibili alle vibrazioni e si possono rompere."

Andrea e i altri ragazzi di tutte le altre classi, schiacciarono il bottone "Leavitt". Il risultato fu una fila ordinata di capsule. A causa delle forti scosse si ruppero i nastri trasportatori. Si attivarono così, in tutte le capsule, i sistemi autonomi capaci di funzionare per più di 1 ora. Finalmente tutti i ragazzi uscirono.
Il bilancio fu  lieto: nessun morto, solo qualche ferito e ragazzi molto, molto scioccati. La scuola era semi-diroccata e ci sarebbe voluto circa un anno per rimetterla a posto.

Dopo circa un anno e mezzo  la scuola riaprì, rifatta a nuovo, con dei sistemi di sicurezza molto, molto più moderni.
Era un lunedì, i ragazzi salirono sul pullman. Nell' ultima fila erano seduti dei ragazzi un po' speciali: i nuovi ragazzi della 3^C.   

Andrea F. -  classe 3°C

L'ALBERO

Tra le fronde di un albero vive una scimmietta
di nome Betta.
Tutte le volte che di lì una persona passa
lei subito si abbassa.
Scende giù e ti segue fino al violone
ma attento: solo se tu le dai un bacione.

Sara & Elena  -  classe 1°B