Anno 4125.
Autunno.-
Gli scolari della Scuola media di
Bernarigik stavano uscendo dalla scuola, quando il pullman arrivò e si fermò davanti al-
l' ingresso. I ragazzi di Villanovik erano ammassati sul ciglio della strada e si
spingevano per prendere posto per primi sul pullman. Saliti gli scalini, una voce
metallica li accolse:
Dopo che tutti i si furono seduti, l'autista partì. Nell' ultima fila
erano allineati disordinatamente quasi tutti i ragazzi di 3^C di Villanovik.
Carolla disse:
Che noia la lezione di matematica oggi.
-Sì, è vero,- confermò Andrea - speria |
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mo che domani quella
di chimica non sia uguale.
Non sapevano ancora che cosa li attendesse...
Il giorno seguente, con i soliti volti assonnati, arrivarono a scuola un po' in anticipo.
Andrea e Davide si fermarono a parlare con altri amici dei soliti argomenti: musica,
sport, film e di tutte quelle cose che normalmente occupano la mente di un ragazzo di 13
anni.
La campanella suonò e tutti entrarono a scuola. L'atrio era molto ampio; non esistevano
le porte, ma vi erano dei nastri scorrevoli che conducevano fino al teletrasportatore. A
due a due i ragazzi salirono nelle loro classi. L'operazione era molto lenta in quanto
c'erano solo 3 teletrasportatori e occorrevano circa 20 secondi per essere trasportati nel
luogo desiderato. All' interno della 3^C la prof. Motanenk era già seduta alla cattedra e
aspettava pazientemente. Era una donna di mezza età, che aveva già passato i suoi anni
migliori ed ora se ne stava lì, raggomitolata nel suo maglione, con un foulard che le
avvolgeva il collo e i capelli che coprivano abbondantemente le orecchie. I ragazzi
entrarono disordinatamente e, mentre prendevano i libri, la Prof. fece l'appello.
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