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Quando è troppo è troppo. E' vero che nel mondo siamo ormai più di sei miliardi, ma la scuola sta diventando una scatola di sardine: è più affollata della Galleria di Milano nei giorni di festa. In classe siamo così numerosi che ogni tanto qualcuno sviene perché manca l'aria. I prof non vogliono che si aprano le finestre, perché temono che qualcuno caschi fuori. All'intervallo i corridoi sembrano condotte forzate nelle quali vengono pompati esseri umani ad alta pressione. Non ci sono vie di fuga: ai mingherlini non resta che appiattirsi lungo le pareti per non essere travolti dai bisonti infuriati che schizzano fuori dai recinti. Si racconta che una volta una bidella, investita dall'orda selvaggia, sia stata proiettata giù per le scale e sia andata a spappolarsi contro il calorifero, senza che nessuno abbia potuto sottrarla all'orrenda fine. Pare che al piano inferiore cresca una diversa specie di ruminanti, meno scalmanati, ma anche lì i disastri non mancano. Del resto i professori fanno la loro parte. Raccontano i cronisti che una volta un prof abbia perso a tal punto le staffe da afferrare un alunno per le orecchie e da tenerlo per qualche tempo sospeso fuori dalla finestra. Quell'alunno è sopravvissuto ed è ancora tra noi. Sta bene, tutto sommato, ma lo si riconosce a vista per la particolare conforma |
zione dei suoi padiglioni auricolari; pare che riesca addirittura
a sentire gli ultrasuoni. Elena, Alessandro, Alice -
classe 1°A |
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| IL CESTINO In fondo al corridoio, vicino al canarino,c'è un piccolo c'è un piccolo cestino. Io curiosa vorrei vedere cosa contiene, ma dai rumori che si sentono non mi conviene. La curiosità è troppa, mi dirigo verso il cesto E di un osso scopro il resto. Allora mi sporgo di un pochino e scopro un piccolo cagnolino. Sara & Elena - classe 1°B |
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