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Era una gelida mattina di febbraio e c'era qualcosa di nuovo... nel sole, anzi d'antico; insomma, per farla breve, nel quarto spazio della mattinata c'era lezione di grammatica e noi della Prima A stavamo nella nostra aula, già un po' abbacchiati per via di quel languorino che ti prende quando si avvicina l'ora del pranzo. Bussano alla porta. "Avanti!" E' il prof.Angelici. Ha con sé alcune copie del primo numero del giornalino, ci propone di collaborare alla promozione delle vendite. Siamo d'accordo. Ci spiega come fare, ci dà le copie e fa per andarsene pago del successo ottenuto, ma... Quando si dice il destino! Afferra la maniglia della porta e... no, la porta non si apre. Riprova con più energia. Niente da fare. Lo soccorre il prof. Ferrario, ma neppure lui ce la fa. Qua e là serpeggia una certa agitazione... Finire sequestrati durante una lezione di grammatica: che può mai riservare di peggio la vita!?! Fermi tutti, ci sono loro, i nostri prof.: non esistono porte che loro non sappiano aprire. Se le forze non bastano, si ricorre alla tecnologia: il prof. Angelici impugna martello e scalpello, si avvicina alla porta e incomincia a trafficare con la serratura. Lo stile è quello del perfetto scassinatore, ma lo stile, si sa, a volte non basta. La serratura resiste, la porta non si apre. Il prof. Ferrario vuole recitare la sua parte: lui non ha tecnologie da sperimentare, il suo forte è l'arte della persuasione. Si avvicina alla porta, accarezza la maniglia, la muove delicatamente e intanto le parla... le racconta le avventure passate insieme negli ultimi dieci anni... La porta ora sembra più rilassata, più disponibile, ma quando il Ferrario prova ad aprire... la porta subito si irrigidisce. Che fare a questo punto? La tensione è ormai alle stelle. Le ragazze piangono disperate, i maschi le consolano come possono; tutti sono disorientati. All'improvviso un barlume di speranza: qualcuno grida "Francesco, chiamiamo Francesco, |
lui sì che è uno scassinatore DOC!" Tutti ci accalchiamo alle finestre e gridiamo a squarciagola "Francesco, Francescooo..." Ma i nostri appelli cadono nel vuoto, Francesco non risponde, chissà dov'é. Non ci resta che giocare l'ultima carta. Piazziamo Alice vicino alla porta in posizione strategica, poi prendiamo Marco e facciamo il verso di buttarlo dalla finestra; Alice vede la scena, non si controlla e caccia un urlo disumano "aiutooo!!!" Un attimo dopo sentiamo dei passi rapidi nel corridoio. "Che c'è, che succede?" E' Concetta, la nostra bidella. "Siamo chiusi dentro, la porta non si apre più!" "State calmi - fa lei -adesso ci penso io." Non ha ancora finito di parlare che... "sbam!" una spallata tremenda scardina la porta. Avete capito, chi è che tiene aperta la scuola? Ricordatevelo la prossima volta: non perdete tempo con la tecnologia e con l'arte della persuasione, ditelo a Concetta, che ci pensa lei. La classe
1°A |
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