Volete tuffarvi in complicati e vecchi manoscritti? Volete immergervi in un'atmosfera quasi magica?? Volete fare un viaggio nel tempo fino ad arrivare al secolo di Aristotele??
Non c'è niente di meglio che un'occhiatina alla famosa Biblioteca Ambrosiana, nel centro di Milano. Qui, infatti, sono in mostra mille anni di preziosi codici manoscritti di grande valore storico, artistico e culturale.
Ma
cos'è un codice? Non quello che trovate sulle confezioni di biscotti o di altri prodotti, bensì un libro formato da pagine di pergamena, cucite insieme, che a partire dall'inizio dell'età cristiana sostituisce i rotoli di papiro.
Nelle sale allestite per la mostra le pareti sono tappezzate da altissimi scaffali che raccolgono un'immensità di libri ; qui regna un grande silenzio che favorisce la concentrazione: così si possono ammirare in tutta tranquillità le teche di vetro che custodiscono i manoscritti.
L'esposizione è resa interessante dalla presenza di codici appartenuti o scritti da personaggi famosi: Omero, Tito Livio, Virgilio, Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Michelangelo Buonarroti , Ludovico Ariosto, Torquato Tasso,  Luca Pacioli, Galileo Galilei, ecc.
La comprensione dei testi (per noi praticamente indecifrabili!) è favorita da informazioni e spiegazioni abbastanza dettagliate, poste accanto alle opere in mostra.
Un'esperienza indescrivibile  (non esageriamo!) si vive davanti alle pagine di questi libri, decorati con figure e miniati (è una parola tecnica che deriva da minio, cioè dal colore rosso con  cui si facevano risaltare i disegni o le lettere iniziali della pagina).
Non solo rosse erano però le decorazioni: l'azzurro, ottenuto dalla polvere di lapislazzuli,  il rosa antico, lo zafferano venivano mescolati con albume d'uovo per renderli più brillanti; anche l'oro, ridotto in polvere da mischiare con la colla, veniva usato abbondantemente per ottenere dei veri e propri bagliori nelle immagini.

In ogni caso sono belle da vedere le vetrine in cui viene mostrato il processo di produzione di un codice: dalla preparazione del foglio di pergamena alla rilegatura del libro, le tecniche di preparazione dei colori per le miniature, gli strumenti usati per scrivere e dipingere,  i vari tipi di grafia utilizzati nei diversi periodi storici.
E' anche possibile assistere ad un breve filmato, che però risulta decisamente inutile: mostra, infatti, le  immagini di alcuni codici, accompagnate da un commento sonoro ancor più futile, quasi incomprensibile.
Vale la pena, insomma, di fare una capatina in questo luogo, per vedere con i propri occhi questi documenti che possono contribuire a rendere più interessante la storia dei due millenni precedenti all'era di Internet.

un gruppo (numeroso) della  2° B:

Fabiola Stucchi, Alessia Mapelli, Ornella Prato,  Antonella Nava, Monica Redaelli, Andrea Pontara, Alessio Vertemati