QUELLI  che ........... la SCUOLA
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Mercoledì 10 ottobre, durante le ore di Area Progetto, siamo usciti a fare una escursione didattica al bosco di Campegorino che si trova a nord del paese di Aicurzio. Quel giorno il cielo era nuvoloso e sembrava quasi che stesse per piovere ma siamo usciti comunque. Lo scopo della la nostra uscita era quello di osservare il bosco attraverso i cinque sensi, raccogliere foglie e classificarle e poi adottare un albero per seguirlo durante le varie stagioni.

Abbiamo attraversato dei campi coltivati a granoturco; il sentiero era tutto infangato e molto stretto in alcuni punti. Durante il percorso abbiamo incontrato alcuni cacciatori e abbiamo visto uno dei loro capanni, tutto coperto di piante rampicanti. Siamo poi giunti alla nostra meta. Il bosco è di latifoglie e si trova su tre o quattro terrazze che circondano un campo coltivato, adesso pieno di ortiche, e che formano come una piccola valle. Lì abbiamo visto delle persone raccogliere i funghi. Gli alberi prevalenti sono la robinia, che è una pianta molto invasiva, il sambuco e il biancospino. Poi ci sono il nocciolo, il melo, il ciliegio, il gelso, il castagno, l'acero, la quercia, ecc. Questo, insieme ai terrazzamenti, ci fa capire che quel bosco è stato creato dall'uomo. Alcuni alberi, infatti, in passato venivano usati dall'uomo in diversi modi: la robinia forniva la legna da ardere, il gelso serviva per alimentare i bachi da seta che erano allevati nelle cascine intorno, gli alberi da frutto, che ormai sono inselvatichiti, davano frutta. Le querce invece sono rinate spontaneamente da poco. I boschi intorno ad Aicurzio un tempo erano tutti di querce ma poi le querce sono state tagliate per fare le traversine per i binari della ferrovia che porta a Lecco ma sono rimaste alcune radici che hanno ributtato.

Una volta dentro il bosco abbiamo iniziato la nostra osservazione: con la vista abbiamo notato subito che c'erano molte limacce (le lumache rosse) e tanti insetti come moscerini e ragni. I

 

colori del bosco erano molto scuri perché quel giorno non c'era il sole e, siccome il bosco era molto fitto, quella poca luce che c'era non penetrava tra le chiome degli alberi. Visto che era autunno per terra era pieno di foglie bagnate dall'umidità,  gli alberi non erano ancora spogli però molte foglie erano sfumate di colori vivaci, giallo, arancio e rosso. Il terreno era molto umido perché il giorno prima aveva piovuto, quindi era molto facile scivolare. Col tatto abbiamo percepito l'erba  bagnata,  i  tronchi  umidi, il muschio che sembrava velluto, le foglie  lisce e le cortecce ruvide.  Con l'udito abbiamo sentito i cinguettii  degli uccelli che volavano sopra le nostre teste, i rumori delle foglie che scricchiolavano sotto i nostri piedi e di rametti che si spezzavano al nostro passaggio, le grida di alcuni compagni. Con l'olfatto si sentiva nell'aria un profumo di muschio e di funghi  (qualcuno ha detto di muffa) e ogni tanto  un leggero odore di erba cipollina. Con il gusto purtroppo non abbiamo potuto assaggiare niente.