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pallone gli è stato regalato quando aveva soltanto dieci mesi! Prima dai tifosi veniva chiamato "PUPONE", perché era ancora un ragazzino; adesso, però, non è più così, perché sta dimostrando di essere maturato, cresciuto e migliorato nel giocare a calcio. Ora ha grandi responsabilità: è il capitano della Roma, è lui a guidare la squadra durante le partite. Quando lo intervistavano qualche anno fa, parlava con un accento romanesco spiccato e non si capiva quasi niente di quello che diceva, mentre adesso, dopo che ha preso lezioni private, parla più correttamente e si capisce di più. Questo campione, anche se non è molto istruito, potrebbe essere d'esempio e d'incoraggiamento per molti ragazzi che non vanno bene a scuola: anche loro potranno forse diventare bravi nel calcio come lui. Totti l'ho notato così: durante le vacanze estive di un anno fa, mentre ero al mare, c'erano i Campionati Europei di calcio e mio padre guardava le partite. Un giorno c'era una partita importante, allora mi misi vicino a mio padre e cominciai a guardarla insieme a lui. All' improvviso vidi un giocatore che mi piacque subito, era lui: Francesco Totti. Questo personaggio è solo uno dei tanti miti di noi ragazze; a qualcuna delle mie compagne Totti non piace affatto, ma che ci volete fare: ognuno ha i suoi gusti.
Sara O.-- classe 3°A
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