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Ciao Luca, come stai? Noi ce la passiamo alla grande. Per darti solo una pallida idea, ti raccontiamo la nostra gita di quest'anno: è stata veramente insolita. Siamo partiti venerdì 17 (sì, proprio il diciassette!) ottobre alle dieci e mezza del mattino. Davanti alla scuola c'era un pullman che ci aspettava "sbuffando". Indovina un po' qual era la destinazione? Ma
dài, non puoi sbagliare: gente come noi dove vuoi che vada? A "TURATTI"! Ovviamente. Il tempo non era dei migliori, infatti ha incominciato a piovere a dirotto prima ancora di salire sul pullman, e faceva un freddo glaciale. Il viaggio è stato veramente "eterno" e pieno di sorprese non proprio piacevoli. Per dirne una: stavamo percorrendo un'ampia curva, all'improvviso abbiamo sentito un fragoroso botto e il pullman si è ribaltato in una fossa. Non ti diciamo lo spavento. L'autista, i professori e i più "forti" della nostra classe, cioè Angelo e Mariella, sono scesi dal pullman e lo hanno faticosamente raddrizzato. Intanto alcuni dei nostri compagni più sensibili, cioè Andrea e Claudio, hanno incominciato a piangere, mentre altri dallo stomaco delicato, come Giorgio e Sara, si son messi a restituire all'aria aperta tutto quello che avevano mangiato a colazione. A TURATTI abbiamo parcheggiato davanti al nostro hotel. Di quale categoria, secondo te? Beh, una stella e mezza. Praticamente era una stamberga che cadeva a pezzi. Siamo entrati nella "hall" (si fa per dire) e lì c'erano due vecchietti (un lui e una lei) che allegramente si scolavano un mezza damigiana di Rosso del
Conero. Incuriositi, abbiamo cercato di stabilire un contatto con loro, Ma non ci hanno nemmeno degnati di una distratta occhiata. Delusi e amareggiati, siamo saliti nelle nostre camere. Non sappiamo se potete immaginarle, le nostre camere... Vi basti sapere che, a quella vista, ci siamo messe le mani nei capelli. Nel pomeriggio siamo andati a visitare un museo che raccontava la vita della dinastia
TURATTI. Nello scendere le scale del museo, Marilia è scivolata e si è fratturata una caviglia. Dovevate esser lì a vedere i soccorsi: c'erano tutti i maschi della classe che volevano prenderla in braccio per portarla al pronto soccorso! Durante la notte ci siamo radunati tutti in una stanza per giocare e chiacchierare. Ogni tre minuti ci arrivavano telefonate poco gentili dalla reception che ci chiedeva di piantarla di schiamazzare in quel modo. La mattina dopo, abbiamo avuto il "piacere" di consumare un'appetitosa colazione in una sala tutta impolverata: le posate e i bicchieri erano di plastica, come del resto le
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