![]() |
![]() |
| Sono già le sette, è quasi ora di suonare,
me ne sto qui su un comodino tutta la notte, buono buono, in compagnia di qualche
matita. Mi ricordo ancora la prima volta che sono arrivato qui. Ero tranquillo nella vetrina di un negozio con molti amici e mi divertivo a ticchettare insieme a loro. Le mie lancette correvano veloci con la carica al massimo. Ad un tratto la porta del negozio si aprì. Una signora con gli occhiali mi afferrò e dopo avermi osservato a lungo disse:<< E questa la regalo a Filippo ! >>. Mi portò alla cassa e mi fece impacchettare . Rimasi così al buio in quel pacchetto per diverse ore. Poi ad un tratto si accese una luce: con grande stupore notai che insieme a me si trovava un orologio digitale munito di illuminazione. Cominciammo a parlare, conobbi il suo nome: si chiamava Franco. Gli dissi che mi chiamavo Simone, gli raccontai la mia storia e lui la sua. Divenne il mio migliore amico. DRIIN!, DRIIN! E' ora di svegliare Filippo. DRIIN!, DRIIN! Non mi fermo, finché non si sveglia. DRIIIN finalmente si è svegliato. Dormiglione! Muoviti! Devi andare a scuola! E' passata mezz'ora; Filippo è già uscito. Cosa
stavo dicendo prima? Ah, si, stavo pensando
.Allora dov'ero rimasto? Ehm ah, si, ora ricordo: ad un tratto sentii aprire il pacchetto. La piccola mano di un neonato mi afferrò e mi scaraventò a terra. La mamma del neonato mi raccolse e mi ripose sul comodino. Il mio amico Franco venne allacciato invece al polso di un signore. Il neonato si chiamava Filippo e divenne il mio padrone. Finchè Filippo era piccolo mi usavano per farlo giocare; un onore per una sveglia. Mi divertivo un mondo insieme agli altri giocattoli. Al suo primo compleanno a Filippo regalarono un gatto di peluche di nome Miao. Con lui e con Filippo giocavo per ore divertendomi un mondo fino al suo primo giorno di scuola materna quando mi lasciò tutto solo in casa. Ero molto triste. Per fortuna accanto a me c'erano Miao e Franco, che era stato dimenticato sul comodino. Ad un tratto entrò il signore che prese Franco e, per sbaglio, lo fece cadere e gli ruppe il vetro. Il signore lo portò dal "DOTTORE DEGLI OROLOGI" o, come dicono gli uomini, dall'orologiaio. Io e Miao eravamo molto in pensiero per Franco e ci rassicuravamo a vicenda. Filippo, tornato dall'asilo, al contrario degli altri giorni, non ci prese per giocare. Io e Miao eravamo tristissimi. Dopo qualche giorno sentimmo dire che si doveva traslocare ed io, Miao e Franco, che era tornato dall' "OSPEDALE", ci preparammo. La mamma di Filippo ci prese e ci ripose in uno scatolone. Così restammo al buio. Mi ricordai di quando ero dentro a quel pacchetto e, proprio come allora, Franco illuminò l'interno dello scatolone. Mentre discutevamo sentimmo un rumore brusco e lo scatolone si rovesciò. Io caddi e mi saltarono le pile proprio mentre chiamavo: <<Ragazz>> Mi ero spento tic-tac, tic-tac, le mie lancette ricominciarono a muoversi. Filippo mi aveva salvato, mi aveva rimesso le batterie. Ero vivo e felice. Mi ripose sul comodino della nuova casa. I giorni passavano felici con i miei amici e con Filippo. Ora Filippo non mi usa più per giocare. E' giusto così, è diventato grande. Io sono contento lo stesso, oggi sono ancora su quel comodino con Franco e Miao e, al mattino, continuo sempre a svegliare Filippo. |