LA SCUOLA, CHE COS'E'?

Abbiamo chiesto a un alunno e a un insegnante della Terza A che cosa sia la scuola per loro. Ci hanno risposto così.

La scuola è scrivere una poesia insieme: l'alunno ci mette le sue idee, i suoi sentimenti, la sua vita; l'insegnante ci mette il suo linguaggio, le sue conoscenze, la sua sensibilità. Ne esce sempre qualcosa di nuovo e di interessante, qualcosa che unisce i due e li fa stare meglio

L'ARRIVO


IL GABBIANO
Lampi di luce sull'acqua.
Sugli scogli, gabbiani
spuntano come germogli,
risvegliati dal sole.

Brandelli d'ombra, le nubi
sulla cresta dell'onda,
quasi scarlatta laggiù,
echeggiano gridi

d'amore. Gridi di vita
nuova: nuovo stupore
di quell'implume canoro
avido di volo.

Rapide passano l'ore,
silenziosa si posa
la sera e culla serena
l'esausto pulcino.

All'alba, è brusco il risveglio;
l'hanno lasciato solo
nel nido sulla scogliera.
Il mare è in tempesta.

Ma resiste all'uragano
l'impavido gabbiano:
stringendosi ai compagni,
il vortice affronta.

Superato lo spavento,
con le ali spicca il volo;
contro vento va cantando,
libero e felice.

LA PARTENZA


IL GABBIANO
L'acqua che ondeggiava,
i gabbiani sugli scogli;
spuntarono i germogli
al sol che picchiettava.

Le nubi su quel mare,
con quel rosso un po' scarlatto,
l'amor desiderato
fecero sbocciar.

Cip, cip, fece l'appena nato
a quel genitor sorridente
che felicemente
Il mondo gli donò.

Il sole tramontò
e la notte arrivò;
ben presto s'addormentò,
senza padre, però.

Il padre era in viaggio
nella stagione di maggio
e come un grande saggio
portò una foglia di faggio.

La prese per coprire
una persona delicata,
da tutti molto amata,
per non farla soffrire
.

Ma dopo pochi mesi
e parecchi sacrifici,
i volatili felici
andarono a volar.

NOTA:  Purtroppo il linguaggio dell'insegnante è sempre un po' stantìo rispetto alla fresca vitalità dell'alunno