Finalmente quattordici anni: la libertà del motorino, gli amici, il gusto di sentirsi i più grandi della scuola, ma anche l'incubo assillante: che cosa fare dopo le medie? Dove andare, come, quando, perché, a che scopo?
La situazione non è delle più divertenti, ma non perdete la … bussola, altrimenti come farete a venirne fuori?
Calma, stop it, assez! Per prima cosa date un taglio deciso a tutta quella coda di domande che vi ingorga la testa come se fosse lo scarico di un lavandino. Definite il problema in termini semplici e chiari: vi piace studiare o non vi piace, volete fare qualche sforzo o non ne volete sapere? Poi stabilite dei criteri precisi per la scelta: che cosa volete fare nella vita, che progetti avete? Cercate di essere realisti. Non mettetevi le fette di salame sugli occhi, fareste un pessimo effetto, piuttosto mangiatele che vi fanno bene.
Quando vi siete convinti di avere un grande futuro davanti a voi, chiedete ai vostri insegnanti che cosa ne pensano e vedrete che improvvisamente il vostro futuro si trasformerà in una catastrofe annunciata. Ma non fateci caso: è il loro mestiere demolire le belle speranze della gioventù, non per niente a loro piace da matti Leopardi.
A questo punto, se ancora avete un filo di energia da spendere e quel tanto di fiducia che basti a trattenervi sul davanzale del sesto piano quando già vi sentite in balia dello sconforto, guardatevi intorno, osservate attentamente il panorama… no, non il Resegone e le Grigne, intendevo il panorama delle scuole superiori della vostra zona. Informatevi

sui vari indirizzi, sulle diverse sperimentazioni… Attenti, non fatevi allettare da sogni irrealizzabili di passeggiate mano nella mano con la vostra anima gemella in luoghi lontani, fuori dalla vista indiscreta dei genitori, immaginando frequenti bigiate, ripetuti scioperi e cose del genere. Sarebbe un pessimo inizio, foriero di tempeste familiari e di tragici eventi scolastici. Ancora una volta siate realisti, scegliete una scuola vicina che vi si adatti e accontentatevi! E' del tutto inutile fare tante storie. Se mi avete seguito fin qui, il problema vi sembrerà risolto. E lo sarebbe se tutto dipendesse da voi. Ma non è così, credetemi. Adesso viene il peggio, perché dovete vedervela con i genitori, e sono già due, gli insegnanti, e sono almeno setto o otto, con gli amici e i parenti, e sono sempre troppi. Tutti hanno qualcosa da dirvi, tutti pensano di dover giocare la loro parte nella vostra scelta e vi rovesciano addosso una valanga di "se, ma, però…". Mandateli a… quel paese. Ascoltate solo quelli che volete voi. L'importante è che non veniate fuori fra qualche tempo a dire che le cose sono andate così perché avete ascoltato qualcuno. Ricordatevi che la scelta è vostra ed è sempre meglio sbagliare da soli che fidandosi di qualcuno che aveva tempo da perdere.

Beatrice l'orientatrice